WWW (Wild Wide Wave)

Quello che ho con il mare e’ un legame forte, indissolubile che è nato quando ero piccolo. Ho sempre trascorso le mie vacanze sulle spiagge calabresi e ho imparato ad amare questo
Immenso specchio blu sin da bambino. Ad amarlo ma anche e sopratutto a rispettarlo. Con gli amici lo sfidavamo, “bucando” con calci e pugni i suoi cavalloni, illudendoci di poterlo domare. In realtà, era lui che giocava con noi…
Ho sempre sognato di cavalcare le
Sue onde su una tavola da surf, ammirando e invidiando i surfisti australiani o californiani. Per la
prima volta quest’anno ci sono riuscito, realizzando un sogno che era rimasto nel cassetto per tanti anni… Viaggio in Sardegna, nella splendida penisola del sinis. Dopo qualche ora di lezione, i ragazzi della Is benas surf school, mi hanno messo nelle condizioni di affrontare le mie prime onde. La sensazione che ho provato quando sono riuscito a salire in piedi sulla tavola mi ha letteralmente tolto il fiato. Ho sentito tutta l’ energia dell’onda, seppur piccola, sollevarmi e spingermi verso la riva. un viaggio di pochi secondi, durante i quali non hai tempo di realizzare quanto ti stia accadendo. E poi cadi in acqua e il viaggio si interrompe bruscamente. Giù, di nuovo, a remare verso il mare aperto, per prendere la prossima onda e per ripartire. Sei solo tu, la tavola ed il mare. Non c’è altro. Devi avere pazienza e sapere aspettare, conscio del fatto che prima o poi arriverà l’onda giusta per te e che, se saprai cogliere l’attimo, nessuno potrà negarti quel viaggio e quell’emozione così forte. Nel surf c’è tutta la forza selvaggia delle onde e tutta la libertà che solo il mare ti può dare. Un motivo in più per continuare ad amarlo e a rispettarlo.

IMG_3364.JPG

La preghiera di Kirk Kilgour

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!

ALDISIO FOOTBALL CLUB

Oggi voglio dedicare un pensiero a tutti quegli amici di Catanzaro, con i quali ho condiviso ore e ore della mia vita, a giocare a pallone al campetto della scuola elementare “‘Aldisio”… butto giù un po’ di ricordi…spero che qualcuno li legga, e che si faccia due risate pensando a quante ne abbiamo passate insieme…
quando tutto iniziava scavalcando con agilità il muretto con ringhiera del campetto…

  • le pallonate in testa agli sventurati motociclisti, con rischio di catafotterli per strada…
  • le pallonate dentro il negozio di arredamento, con annessi i seguenti rischi:
    • distruzione di vasi cinesi e mobili antichi dal valore inestimabile;
    • distruzione di specchi stile luigi xvi, con conseguente sfiga galattica per 7 anni;
    • rabbia incontrollabile del proprietario del negozio, che in preda a violenti raptus di follia omicida, ci squartava sistematicamente il supersantos…
  • pallone sotto le macchine: e chi cacchio ci si infilava sotto per riprenderlo????
  • il pallone a fondo discesa…per recuperarlo toccava chiamare un taxi…
  • pallone sul balcone del custode, che assomigliava a Frankenstein. ci voleva un coraggio da leoni per andargli a bussare (soprattutto alle tre del pomeriggio, quando l’orco schiacciava un pisolino…)…
  • il pallone bucato, da tiro potentissimo o più probabilmente da spigolo di muro…e giù con la colletta per arrivare alle fatidiche 3500 lire, per ricomprarlo…
  • i mitici tiri a pallonetto di Alessio, stile Holly e Benji, che scavalcavano centrocampo, difesa, portiere, muretti, staccionate, cancelli, e finivano inesorabilmente in goalsssssss;
  • le bevute in 20 alla stessa bottiglia e sticazzi alle infezioni, alla saliva ecc ecc.
  • le ginocchia sbucciate, ferite e cicatrici, vanto per noi ragazzini…
  • le sfide a “scalare” o alla “tedesca”, le sfide ai rigori…
  • ognuno di noi che immaginava di essere un calciatore famoso…

ragazzi, che bei tempi…