Fammi ancora essere figlio

Fammi ancora essere figlio. Solo una volta. Una volta sola.
Poi ti lascio andare.
Ma per una volta ancora, fammi sentire sicuro.
Proteggimi dal mondo.
Fammi dormire nel sedile dietro il tuo.
Guida tu, che io sono triste e stanco.
Ho voglia che sia tu a guidarmi, papà.
Metti la musica che ti piace. Che sarà quella che una volta cresciuto piacerà a me.
Fammi essere piccolo.
Pensa tu per me.
Decidi tu per me.
Mettimi la tua giacca, che a me sembra enorme, perché ho freddo.
Prendimi in braccio e portami a letto perché mi sono addormentato sul divano.
Raccontami storie.
E se sei stanco non farlo. Ma non te ne andare.
Ho voglia di rimanere figlio per sempre.
Abbracciami forte come dopo un goal.
Dormi ora, come hai fatto per una settimana su una sedia accanto al mio letto in ospedale.
Rassicurami.
Carezzami la testa.
Lo so che per tutti arriva il momento in cui devi fare da padre a tuo padre.
Ma io non voglio.
Non ora.
Voglio vederti come un gigante. Non come un uccellino.
Non andare papà.
Ti prego.
Fammi essere ancora tuo figlio.
Fammi essere sempre tuo figlio.

Gabriele Corsi

Al bar Pensieriallaspina

Al bar Pensieriallaspina
passa la gente a noi più vicina
passa la gente di cuore e d’ingegno
passa la gente senza un impegno.

Passano i belli e passano i brutti
ma per fortuna
non passano tutti.

Passano amici di qualità
passano fiori e fragilità
passan nemici che non torneranno
passano amori che vengono e vanno.

Passano sogni ogni giorno migliori
Passano gioie, speranze e dolori.
Passa il ricordo e il senno di poi
E certe volte passiamo anche noi.

La Bonnie de noantri

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Come trovo dipinto il mio bambino, di Edmondo De Amicis

Come trovo dipinto il mio bambino
in fin di desinare: è uno sgomento!
ha le patacche addosso a cento a cento, e la bocca color di stufatino;
ha il nasetto, si sa, tinto di vino
e sulla fronte un pò di condimento,
e uno spaghetto appiccicato al mento
che gli penzola giù dal grembiulino.
E sfido!, in tutto pesca e tutto tocca,
e si strofina la forchetta in faccia
e stenta un’ora per trovar la bocca;
e son tutti i miei strilli inefficaci;
egli, vecchio volpone, apre le braccia
ed io gli netto il muso co’ miei baci.

LA CANZONE DEL GIRASOLE

Mi apro al fuoco dell’eterno ricevere

Accolgo con pazienza la rugiada del mattino

Il vento, motore dell’aria, non può farmi male

Resto saldo nel mio stelo, largo e denso

Ancoraggio ostinato a madre terra.

La pioggia d’estate è uno schiaffo violento

Mi piega, mi confonde, ma lascia ferite limpide

Adesso sono degno di godermi il sole.

Lo guardo in faccia, sfrontato e lucente

Tra me e la luce non c’è più confine.

Ma il momento più bello, cuore in dubbio, è quello che non vedi

Quando in silenzio, di notte, l’anima si svela.

La ascolto farsi pulsante e leggera

Mi sento tremare, sedotto dall’ombra

Dolcemente cullato da un raggio di luna.

I bambini imparano ciò che vivono

“Se il bambino viene criticato,
impara a condannare.
Se vive nell’ostilità,
impara ad aggredire.
Se vive deriso,
impara la timidezza.
Se vive vergognandosi,
impara a sentirsi colpevole.
Se vive trattato con tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell’incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nell’approvazione,
impara ad apprezzare.
Se vive nella lealtà,
impara la giustizia.
Se vive con sicurezza,
impara ad avere fede.
Se vive volendosi bene,
impara a trovare amore e amicizia nel mondo.”

Dorothy Law Nolte