Ho conosciuto il dolore – R. Vecchioni

“Hai fatto di tutto
per disarmarmi la vita
e non sai, non puoi sapere
che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
appena-appena toccante,
e non hai vie d’uscita
perché, nel cuore appreso,
in questo attendere
anche in un solo attimo,
l’emozione di amici che partono,
figli che nascono,
sogni che corrono nel mio presente,
io sono vivo
e tu, mio dolore,
non conti un cazzo di niente.

Ti ho conosciuto dolore in una notte di inverno
una di quelle notti che assomigliano a un giorno
Ma in mezzo alle stelle invisibili e spente
io sono un uomo… e tu non sei un cazzo di niente”

ARRIVA QUEL MOMENTO…

In cui ti chiedi che cavolo hai rischiato a fare, ti dici forse era meglio rimanere dov’ero e com’ero, insisti sulla paura del futuro e i dubbi del presente, sul sarcasmo di chi ti dice che non vorrebbe essere al posto tuo. Arriva, prima o poi, quell’attimo, secondo, ora, giorno, in cui ti chiedi se vale la pena darti così da fare per essere chi sei, dal momento che forse chi sei in realtà non lo saprai mai. Arrivano sospiri di speranze vaghe, tè caldi consumati in silenzio, libri letti senza leggerli ossia senza pensare, parole come queste, ignobilmente sparse dal caos dell’anima sul caos della pagina bianca. Parole che non sanno dove vanno perchè non sanno da dove vengono. Arriva quel momento prima o poi, mi sa. Per me è arrivato. E qualcosa, nel caos, mi dice che è il momento più bello. Qualcosa mi dice che va bene così.