Falcone è morto (ventuno anni fa), Don Gallo è morto (l’altro ieri) e io non mi sento troppo bene

Questo tempo è instabile. Non mi riferisco al fatto che non esistono più le mezze stagioni, anche se in effetti la pioggia incessante in questo mese provoca discorsi avvincenti e originali come una poesia di Flavia Vento.
Niente a che vedere con il riscaldamento globale e col clima tropicale.
Parlo del tempo presente. Ricapitoliamo: a Febbraio il Papa si è dimesso, evento che non si verificava da secoli e certo non è mai stato annunciato dalle agenzie stampa. Ok, ho pensato, la Chiesa è come istituzione è in crisi, tra preti pedofili e anatemi anacronistici c’era da aspettarselo.
Del resto la parola crisi non mi è nuova: da anni non si parla d’altro, dei soldi che non ci sono, della disoccupazione. Al governo, per risolvere il problema, abbiamo avuto per vent’anni un plurinquisito tanto ricco quanto furbo, seguito da un vecchio professore poco attento ai problemi concreti. Ok, ho pensato, vado a votare, non so che cosa possa cambiare ma almeno ci provo. Ora mi ritrovo un governo votato da nessuno e lo stesso Presidente della Repubblica di prima.
Qualcosa non torna.
Il 22 Maggio è morto Don Andrea Gallo, il prete degli ultimi, uno dei pochi che senza paura ha seguito fino in fondo l’esempio di Gesù, senza paroloni e senza clamore, con amore e ironia. Titoloni sui giornali, un pensiero da chiunque lo conoscesse e apprezzasse. Il giorno dopo su ogni pagina Internet è comparso un riferimento all’anniversario della strage di Capaci, sui profili Facebook fioccavano frasi di e su Giovanni Falcone,  immagini forti, giochi di parole (Capaci di ricordare). Quanto senso civico, quanta ipocrisia.
Mi sento figlia di questo tempo, tanto instabile quanto immobile. A volte ho la sensazione di nuotare a fatica in uno stagno. Parole bellissime, poche azioni. Nascerà un altro Falcone, un altro Borsellino, un altro Don Gallo?Non lo so. Fino ad allora, quando mi decido a uscire dallo stagno, sputare via il fango, rimboccarmi le maniche e fare qualcosa, anche un gesto piccolo piccolo, per tentare di seguire il loro esempio?

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