Dal finestrino…

Mario ha 65 anni e guida il taxi da una vita, la sua pelle porta i segni delle troppe sigarette.
Bonnie lo osserva da dietro il bancone, gli scruta il volto con attenzione.
Lo sguardo di Mario sembra sereno, ma la sua voce tradisce malinconia. Forse il rimpianto di qualcosa che si è lasciato alle spalle, che gli è sfuggito via.
Inizia così il mio viaggio virtuale, vengo rapito da emozioni, ricordi, sensazioni vive. Salgo a bordo del taxi di Mario e vengo proiettato in una Roma splendente, quella delle giornate di pieno sole. Il traffico sembra scomparire, passando davanti ai Giardini del Quirinale, attraversando Piazza delle Quattro Fontane. Oggi a Roma è primavera. Il taxi borbotta qualcosa, la sua frizione sembra malandata. I chilometri macinati sono davvero tanti, dovrebbe essere arrivato il tempo di riposare. Ma Mario continua a guidare per le strade di Roma e il taxi, fedele, non lo abbandona. Tra una chiacchiera e l’altra, si finisce per parlare di calcio. Gli occhi di Mario si illuminano, quando racconta del mondiale dell’ 82, lui lo ha vissuto e sembra rivivere ogni emozione mentre ne parla. In quel momento mi allontano da tutto e da tutti. La voce di Mario è il sottofondo di un viaggio, che ha i colori caldi di un sogno.
Se un giorno avrò un figlio e se Dio mi concederà di vivere abbastanza a lungo da vederlo crescere, gli racconterò anche io le mie storie. E mentre Mario rivive la sua giovinezza, anche se solo per pochi minuti, tutti gli affanni della sua vita sembrano scomparire, per far posto alla gioia di un ricordo limpido e indelebile. Mi sembrano così vivi e vicini i tempi in cui tutto appariva più semplice. Ripenso a quando l’unica preoccupazione era l’interrogazione in matematica del giorno dopo.
In bocca il sapore di una sigaretta, di un bicchiere di vino…
Quando c’era solo la bellezza delle cose semplici, la semplicità delle cose belle.
C’era la gioia di stare insieme.

3 thoughts on “Dal finestrino…

  1. A chi serve la nostalgia?A chi giova?Tutti ci ripetono di vivere nel qui e ora e di non concentrarci troppo sul passato, né sul futuro. Eppure nessuno può toglierci i momenti in cui ci lasciamo attraversare dai ricordi. Immagini a volte dolci a volte amare, odori, voci che ti sembra ancora di ascoltare, se solo ti fermi un attimo. Nostalgia dell’estate quando è inverno, dell’inverno quando è estate. In mezzo, le promesse di nuovo che arrivano dalle stagioni di mezzo, l’aria profumata della primavera, le foglie aranciate dell’autunno e la pioggia fresca. Dicevano che il tempo è crudele, che divora i suoi figli senza pietà. Io dico, sia benedetto il tempo. Sia benedetto questo fluire in cui noi ci muoviamo, a volte dolcemente come onde, a volte come flutti agitati dalle tempeste. Va bene, benissimo sentirsi pieni del presente. Ma nessuno, mai, mi tocchi i ricordi e i sogni.

  2. La prima volta che mi poggio al bancone di questo bar e già un argomento spinoso… la nostalgia, i ricordi. Difficile viverne senza, ma è difficile anche viverci insieme, specialmente quando si è convinti, come sono convinto, che il passato sia stato migliore del presente. E non perché eravamo più giovani (o comunque non solo); “quando tutto era da fare,e tu non eri importante” come cantava Venditti in “Modena”, una sua vecchissima e credo ormai dimenticata canzone. Sintetizza bene quello che provo verso il passato, non è una nostalgia di cose tangibili, è la nostalgia di poter scegliere, di avere ancora la propria vita davanti come un foglio bianco. In bocca al lupo per il bar, ragazzi…

  3. Benvenuto amico, stai quanto vuoi. Il ricordo, dolce o amaro che sia, può essere utile oggi. E’ un pezzo di te, di quello che eri e non sarai più. Ma non la penso come te, non preferisco il passato al presente. Sarà perchè in questo momento ho scelto di ricominciare da me, da quello che sono e da quello che voglio. Sto scegliendo ogni giorno e al momento ho davanti un foglio bianco, che in ogni istante sto riempiendo di colori nuovi. Auguro la stessa cosa a te. Crepi il lupo. Anzi, gli venga un forte mal di pancia, oggi mi sento buona. A presto e grazie

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