auguro a te che leggi…

Di non accontentarti mai. Di non lasciare che chiunque ti dica chi sei, che cosa vuoi, che cosa devi fare, che cosa ti meriti. Di riempire questa vita di senso, senza lasciarti sopraffare da questa ricerca. Di sorridere e ridere di cuore, almeno un po’, ogni giorno. Di cercare la tua luce nella luce degli occhi che puoi incontrare nell’altro, quando decidi di alzare lo sguardo. Di camminare dritto e fiero, alzare la testa e portare al mondo, con orgoglio, ciò che sei, senza però dimenticare il valore sacro dell’umiltà. Mi sento la cugina povera di Kipling, ma oggi ho talmente tanta luce nell’anima che se non la condivido scoppio. Felice cammino a te che leggi.

Loko

Loko

oggi rubo solo pochi secondi agli avventori di pensieriallaspina…
voglio ringraziare con tutto il mio cuore una persona che 6 anni fa è entrata nella mia vita…all’inizio solo come allenatore di una sgangherata banda giocatori di pallavolo improvvisati…poi è diventato un vero amico, ed è ancora (e spero lo sia per sempre) il mio fratellone maggiore.
Grazie gigante barbuto, dal faccione buono e dalla voce profonda e rassicurante.
grazie per tutto quello che mi hai insegnato sulla pallavolo, sulla vita e sull’amicizia, grazie per la tua lealtà e per i tuoi consigli. grazie per i tuoi abbracci, con i quali mi hai spesso stritolato e riempito di affetto.

il piccolo principe esiste

Che bello iniziare la settimana così, commuovendosi mentre si legge. Il libro è “Il Piccolo Principe”, solo apparentemente un racconto per bambini, in realtà una poetica metafora della vita. A parte la frase stranota sull’essenziale che è invisibile agli occhi, è commovente la semplicità con cui vengono descritte le immagini, i personaggi adulti che appaiono per ciò che sono, erroneamente vincolati alla loro ristretta visione del mondo e delle cose.  Una frase mi ha colpito tanto, si legge poco nelle citazioni che spesso vengono tratte dal libro. A un certo punto la volpe dice al principe: “Gli uomini non hanno tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici”. E’ ancora così? Adesso forse no. Oggi esistono i social network, è possibile crearsi degli amici virtuali, senza muovere le chiappe per andarli a trovare, senza aspettarli a casa o uscire a bere una birra. Senza aver bisogno di capirli fino in fondo e di essere compresi. Senza dire ciò che si vuol nascondere, senza ascoltare ciò che non fa comodo. E’ la censura dei sentimenti più puri. Quindi oggi esistono i mercanti di amici, gente che ha tanto da guadagnare se si formano reti di pseudoamici collegati solo in parte. Per molte persone, adesso, questa è la realtà: rapporti virtuali tanti, rapporti reali pochi e superficiali. Eppure non si sfugge ai sentimenti, le emozioni sono dietro l’angolo. Come la volpe, come il serpente. Esiste il bene, esiste il male. E anche il rapporto in apparenza più vuoto nasconde una richiesta, una ricerca, un dono da offrire o da ricevere. Il piccolo principe esiste, come no. Lontano, su una stella. Eppure così vicino.

Switchback

è da un pò che ci penso su…
credo che in fondo possa essere un problema comune per chi fa un mestiere come il mio…
per chi, come me, passa una media di 8 ore al giorno davanti ad un pc, parlando in “informatichese”.
Questo strano idioma ti contagia piano piano…si impossessa delle tue sinapsi e cancella in te, come un virus in un hard disk, quello che una volta era un lessico ricco e gradevole.
Nel mio caso, tutto è iniziato dopo il liceo classico…forse ho scelto un percorso universitario non adeguato alla mia indole (sarò pure un ingegnere, ma sono comunque un inguaribile e malinconico romanticone..).
Così, a 33 anni, mi ritrovo imbottito di inglese tecnico e parole strane, sepolto fino alla testa da bit, byte e vaffanbyte.
A volte mi sembra di non riuscire ad esprimermi…le parole e le frasi in generale, si accatastano nella mia mente (tiè, come in un buffer di una memoria…tanto per tornare all’informatichese), ma la mia lingua si inceppa ed escon fuori frasi sconnesse.
ogni tanto provo a mettere una patch al mio sistema operativo, leggendo qualche buon libro…cercando di ammorbidire il mio animo e riappropriarmi di qualcosa che sta sfuggendo…
Credo proprio che Bonnie e gli amici di pensieriallaspina siano le persone giuste alle quali chiedere supporto in questo percorso di aggiornamento al contrario.
Il nuovo software installato ha dei “bugs”…ora mi tocca ripristinare una vecchia versione…

Falcone è morto (ventuno anni fa), Don Gallo è morto (l’altro ieri) e io non mi sento troppo bene

Questo tempo è instabile. Non mi riferisco al fatto che non esistono più le mezze stagioni, anche se in effetti la pioggia incessante in questo mese provoca discorsi avvincenti e originali come una poesia di Flavia Vento.
Niente a che vedere con il riscaldamento globale e col clima tropicale.
Parlo del tempo presente. Ricapitoliamo: a Febbraio il Papa si è dimesso, evento che non si verificava da secoli e certo non è mai stato annunciato dalle agenzie stampa. Ok, ho pensato, la Chiesa è come istituzione è in crisi, tra preti pedofili e anatemi anacronistici c’era da aspettarselo.
Del resto la parola crisi non mi è nuova: da anni non si parla d’altro, dei soldi che non ci sono, della disoccupazione. Al governo, per risolvere il problema, abbiamo avuto per vent’anni un plurinquisito tanto ricco quanto furbo, seguito da un vecchio professore poco attento ai problemi concreti. Ok, ho pensato, vado a votare, non so che cosa possa cambiare ma almeno ci provo. Ora mi ritrovo un governo votato da nessuno e lo stesso Presidente della Repubblica di prima.
Qualcosa non torna.
Il 22 Maggio è morto Don Andrea Gallo, il prete degli ultimi, uno dei pochi che senza paura ha seguito fino in fondo l’esempio di Gesù, senza paroloni e senza clamore, con amore e ironia. Titoloni sui giornali, un pensiero da chiunque lo conoscesse e apprezzasse. Il giorno dopo su ogni pagina Internet è comparso un riferimento all’anniversario della strage di Capaci, sui profili Facebook fioccavano frasi di e su Giovanni Falcone,  immagini forti, giochi di parole (Capaci di ricordare). Quanto senso civico, quanta ipocrisia.
Mi sento figlia di questo tempo, tanto instabile quanto immobile. A volte ho la sensazione di nuotare a fatica in uno stagno. Parole bellissime, poche azioni. Nascerà un altro Falcone, un altro Borsellino, un altro Don Gallo?Non lo so. Fino ad allora, quando mi decido a uscire dallo stagno, sputare via il fango, rimboccarmi le maniche e fare qualcosa, anche un gesto piccolo piccolo, per tentare di seguire il loro esempio?

Dal finestrino…

Mario ha 65 anni e guida il taxi da una vita, la sua pelle porta i segni delle troppe sigarette.
Bonnie lo osserva da dietro il bancone, gli scruta il volto con attenzione.
Lo sguardo di Mario sembra sereno, ma la sua voce tradisce malinconia. Forse il rimpianto di qualcosa che si è lasciato alle spalle, che gli è sfuggito via.
Inizia così il mio viaggio virtuale, vengo rapito da emozioni, ricordi, sensazioni vive. Salgo a bordo del taxi di Mario e vengo proiettato in una Roma splendente, quella delle giornate di pieno sole. Il traffico sembra scomparire, passando davanti ai Giardini del Quirinale, attraversando Piazza delle Quattro Fontane. Oggi a Roma è primavera. Il taxi borbotta qualcosa, la sua frizione sembra malandata. I chilometri macinati sono davvero tanti, dovrebbe essere arrivato il tempo di riposare. Ma Mario continua a guidare per le strade di Roma e il taxi, fedele, non lo abbandona. Tra una chiacchiera e l’altra, si finisce per parlare di calcio. Gli occhi di Mario si illuminano, quando racconta del mondiale dell’ 82, lui lo ha vissuto e sembra rivivere ogni emozione mentre ne parla. In quel momento mi allontano da tutto e da tutti. La voce di Mario è il sottofondo di un viaggio, che ha i colori caldi di un sogno.
Se un giorno avrò un figlio e se Dio mi concederà di vivere abbastanza a lungo da vederlo crescere, gli racconterò anche io le mie storie. E mentre Mario rivive la sua giovinezza, anche se solo per pochi minuti, tutti gli affanni della sua vita sembrano scomparire, per far posto alla gioia di un ricordo limpido e indelebile. Mi sembrano così vivi e vicini i tempi in cui tutto appariva più semplice. Ripenso a quando l’unica preoccupazione era l’interrogazione in matematica del giorno dopo.
In bocca il sapore di una sigaretta, di un bicchiere di vino…
Quando c’era solo la bellezza delle cose semplici, la semplicità delle cose belle.
C’era la gioia di stare insieme.

WELCOME PEOPLE

Siamo tutti figli liberi di questo cielo, di questa terra. Ogni tanto ce lo dimentichiamo, perdiamo il contatto con questa libertà, la scambiamo per egoismo e abbiamo paura. Questo spazio nasce dal desiderio di una libera espressione creativa, che sia condivisa, fermo restando il rispetto per chi legge e scrive. Benvenuto o benvenuta, se sei qui un motivo c’è. Restaci per un po’, esprimiti. Ascolta e fatti ascoltare. Resta anche nel silenzio, se necessario. Poi chiudi la pagina, spegni il pc e tuffati nella vita.

Benvenuto al “pensieriallaspina”…

Il bar “pensieriallaspina” non è il classico bar…
è un luogo di incontro virtuale, dove chi entra non chiede il solito cocktail, la solita birra o un analcolico…in questo bar, chi entra chiede di essere ascoltato (o meglio, letto…)
e la nostra amica Bonnie, barista di “pensieriallaspina” è lì, pronta ad
accogliere gli avventori…con calma, senza nessuna fretta…
quello che si serve in questo strano bar è fatto di parole, pensieri, immagini e sensazioni in genere. una valvola di sfogo, forse, o anche più semplicemente un posto in cui condividere storie ed emozioni.
Benvenuto al “pensieriallaspina”..